Movimento Autonomo Avvocati Telematici

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IL PROGRAMMA DEL MOVIMENTO

23 novembre 2017|0 Comments

Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli realizzerà i punti 1 e 6 del programma del Movimento Autonomo Avvocati Telematici. Apprendiamo con enorme favore, da un’intervista rilasciata dal Presidente del nostro Consiglio dell’ordine, avv.

Il 3 x 2 dei crediti formativi

3 ottobre 2017|0 Comments

Due corsi nello stesso giorno, uno della durata di ore 2.30 (a sinistra) l'altro della durata di ore 4 (a destra)....... Al primo corso vengono riconosciuti 3 crediti formativi, mentre al secondo solo 2

LE RAGIONI DI UNA CANDIDATURA

28 settembre 2017|0 Comments

“La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro….noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi

Segnalazioni

In questa pagina potete inoltrare segnalazioni direttamente al Movimento Autonomo Avvocati Telematici. Le segnalazioni hanno oggetto ordinanze, sentenze e provvedimenti anche di cancelleria ritenute lesive oppure di interesse giuridico.

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Eventi

Questa sezione raccoglie il calendario degli incontri degli associati e dei convegni organizzati dal Movimento Autonomo Avvocati Telematici per la diffusione della cultura telematica tra i colleghi.

Consulta qui il calendario

Partecipa con noi

 

Il Movimento Autonomo Avvocati Telematici presenta il progetto “Partecipa con Noi”.
Il progetto,  ha la finalità di coinvolgere tutti gli iscritti nelle attività lavorative del Movimento accogliendo proposte innovative, quesiti e problematiche.

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Unknown

ULTIMISSIMAPrevisti per settembre 2017 i nuovi tour telematici

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    di Lucia Izzo - Se il coniuge non adempie agli oneri nei confronti dell'ex derivanti dalla fine della loro relazione, potrà essere obbligato il datore di lavoro a sopperire versando direttamente la somma dovuta trattenendola dalla busta paga del dipendente.Una conclusione avvalorata più volte dalla giurisprudenza di legittimità e di merito, ultima tra tutte l'ordinanza […]
  • Super bonus condomini: le linee guida 18 settembre 2018
    di Lucia Izzo - Per la riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali sarà possibile ottenere detrazioni fiscali dal 70% fino all'85%, ma soltanto per edifici "esistenti" alla data della richiesta del bonus, ovvero edifici accatastati o con richiesta di accatastamento in corso, in regola col pagamento di eventuali tributi e dotati di impianto […]
  • Pct: consultazione pubblica non funziona 17 settembre 2018
    di Annamaria Villafrate - Ancora problemi di malfunzionamento per i servizi del processo civile telematico messi a disposizione dal Ministero della Giustizia. Questa volta tocca alla consultazione pubblica dei registri, a cui non si può accedere perché momentaneamente sospesa per programmate attività di manutenzione. A segnalarlo un attento lettore, che da mesi tenta l'accesso inutilmente […]
  • Ricevuta contributo unificato: da depositare telematicamente 17 settembre 2018
    di Redazione – Ricevute di pagamento del contributo unificato da depositare, telematicamente, nel fascicolo processuale di riferimento. È quanto si segnala sul sito della giustizia amministrativa, con un avviso indirizzato agli avvocati. Il deposito della quietanza di pagamento tramite PAT, si legge nell'avviso, "si rende necessario al fine di consentire l'accertamento dell'adempimento fiscale ed evitare […]

>>VAI ALLA PAGINA DEI PAGAMENTI TELEMATICI<<

Il pagamento su canale telematico dei diritti e delle spese di giustizia è disciplianto dal DM 44/2011 e dalle sucessive specifiche tecniche definite nel provvedimento della D.G.S.I.A. del 18 luglio 2011 così come sostituito da queallo del 16 aprile 2014.

Il servizio consente al soggetto abilitato esterno (Avvocato, CTU) di pagare online, tramite alcuni portali, le spese di giustizia relative a:

Contributo Unificato per l’iscrizione a ruolo dei procedimenti giurisdizionali
Diritti di Cancelleria e Segreteria Giudiziaria (marca da bollo da 27 euro)
Diritti di copia degli atti

A fronte di questa operazione di pagamento il sistema restituisce una ricevuta di avvenuto versamento denominata ricevuta telematica (RT).

La RT così ottenuta può essere utilizzata sia nell’ambito di un deposito telematico (in questo caso bisognerà scaricare la ricevuta in formato xml ed allegarla al fascicolo informatico) sia in modalità tradizionale consegnando all’ufficio giudiziario la stampa della ricevuta in formato Pdf come attestazione dell’avvenuto pagamento.

In entrambi i casi la Cancelleria si troverà in presenza di una ricevuta di pagamento valida e considererà le spese evase.

>>VAI ALLA PAGINA SUL GRATUITO  PATROCINIO<<

Al fine di essere rappresentata in giudizio, sia per agire che per difendersi, la persona non abbiente può richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, purché le sue pretese non risultino manifestamente infondate.

L’istituto del patrocinio a spese dello Stato vale nell’ambito di un processo civile ed anche nelle procedure di volontaria giurisdizione (separazioni consensuali, divorzi congiunti, ecc.).

L’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado del processo e per le procedure connesse.

La stessa disciplina si applica anche nel processo amministrativo, contabile e tributario.

Chi può essere ammesso.

Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a euro 11.528,41.

Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante.

Eccezione: si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.

Possono richiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato:

i cittadini italiani
gli stranieri, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare
gli apolidi
gli enti o associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica.

L’ammissione può essere richiesta in ogni stato e grado del processo ed è valida per tutti i successivi gradi del giudizio.

Se la parte ammessa al beneficio rimane soccombente, non può utilizzare il beneficio per proporre impugnazione.

Esclusione dal patrocinio in ambito civile.

Il beneficio non è ammesso nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui (salvo se la cessione appaia fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti).

Dove si presenta la domanda.

La domanda di ammissione in ambito civile si presenta presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, competente rispetto al:

luogo dove ha sede il magistrato davanti al quale è in corso il processo;
luogo dove ha sede il magistrato competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso;
luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti.

Come si presenta la domanda.

I moduli per le domande sono disponibili presso le stesse Segreterie del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.

La domanda deve essere presentata personalmente dall’interessato con allegata fotocopia di un documento di identità valido, oppure può essere presentata dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda.

Può essere inviata a mezzo raccomandata a.r. con allegata fotocopia di un documento di identità valido del richiedente.

La domanda, sottoscritta dall’interessato, va presentata in carta semplice e deve indicare:

la richiesta di ammissione al patrocinio
le generalità anagrafiche e codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare
l’attestazione dei redditi percepiti l’anno precedente alla domanda (autocertificazione)
l’impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell’ammissione al beneficio;

(se trattasi di causa già pendente)

la data della prossima udienza
generalità e residenza della controparte
ragioni di fatto e diritto utili a valutare la fondatezza della pretesa da far valere
prove (documenti, contatti, testimoni, consulenza tecniche, ecc. da allegare in copia).

Cosa fa il Consiglio dell’Ordine dopo il deposito della domanda.

Valuta la fondatezza delle pretese da far valere e se ricorrono le condizioni per l’ammissibilità,
emette entro 10 giorni uno dei seguenti provvedimenti:

accoglimento della domanda
non ammissibilità della domanda
rigetto della domanda
trasmette copia del provvedimento all’interessato, al giudice competente e all’Ufficio delle Entrate, per la verifica dei redditi dichiarati.

Cosa si deve fare dopo il provvedimento di ammissione.

L’interessato può nominare un difensore, scegliendo il nominativo dall’Elenco degli Avvocati abilitati alle difese per il patrocinio a spese dello Stato appositamente approntati dai Consigli degli Ordini degli Avvocati del distretto della competente Corte di Appello.

Cosa si può fare se la domanda non viene accolta.

L’interessato può proporre la richiesta di ammissione al giudice competente per il giudizio, che decide con decreto.

In caso la decisione da parte del Consiglio dell’Ordine non pervenga entro termini ragionevoli, l’interessato può inviare una nota al Consiglio dell’Ordine stesso e per conoscenza al Ministero della Giustizia – Dipartimento Affari di Giustizia – Direzione Generale della Giustizia Civile- Ufficio III.

>> VAI ALLA PAGINA SULLA FATTURAZIONE ELETTRONICA<<

La FatturaPA è una fattura elettronica ai sensi dell’articolo 21, comma 1, del DPR 633/72 ed è la sola tipologia di fattura accettata dalle Amministrazioni che, secondo le disposizioni di legge, sono tenute ad avvalersi del Sistema di Interscambio.

La FatturaPA ha le seguenti caratteristiche:

il contenuto è rappresentato, in un file XML (eXtensible Markup Language), secondo il formato della FatturaPA. Questo formato è l’ unico accettato dal Sistema di Interscambio.

l’ autenticità dell’ origine e l’ integrità del contenuto sono garantite tramite l’ apposizione della firma elettronica qualificata di chi emette la fattura

la trasmissione è vincolata alla presenza del codice identificativo univoco dell’ufficio destinatario della fattura riportato nell’ Indice delle Pubbliche Amministrazioni.

>>VAI ALLA PAGINA SUL PROCESSO TRIBUTARIO TELEMATICO<<

Da oggi è disponibile il nuovo portale della giustizia tributaria, consultabile all’indirizzo web: http://giustiziatributaria.gov.it.

Il Portale contiene le informazioni relative alla organizzazione delle Commissioni tributarie e alla modulistica utilizzata, garantendo l’accesso ai servizi telematici riservati ai contribuenti ed agli operatori di settore (“telecontenzioso” e “prenotazione on line” degli appuntamenti).

I giudici tributari potranno fruire di una serie di servizi personalizzati, presenti nella “scrivania del giudice”, tra cui la ricerca delle sentenze delle Commissioni tributarie e la consultazione del fascicolo processuale telematico.

Dal 1° dicembre 2015, il sito svolgerà anche la funzione di punto unico di accesso al processo tributario telematico.

Tale innovazione ha lo scopo di consentire alle parti il deposito telematico degli atti e dei documenti processuali e la consultazione del fascicolo.

>>VAI ALLA PAGINA SUL PROCESSO AMMINISTRATIVO TELEMATICO<<

La digitalizzazione del processo amministrativo allo stato con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 67 del 21/03/2016) del D.P.C.M. n. 40 del 16/02/2016 recante le regole tecniche operative per l’attuazione del processo amministrativo telematico, la cui entrata in vigore è prevista per il 05/04/2016, è ad una svolta fondamentale. Pertanto, dalla data di entrata in vigore delle regole tecniche sino al 30/06/2016 si procederà all’applicazione in via sperimentale delle disposizioni in esso contenute, per poi trovare piena attuazione dal 01/07/2016 data di introduzione del processo amministrativo telematico. Con Decreto Legge del 30/06/2016 n. 117 (entrato in vigore il 30/06/2016, stesso giorno di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), l’entrata in vigore delle citate regole tecniche è stata nuovamente rinviata al 01/01/2017, prolungando di conseguenza fino al 31/12/2016 l’applicazione sperimentale delle stesse.

Infatti, l’art. 136 CPA comma II delegava per la regolamentazione della PAT all’emanazione attraverso un D.P.C.M. di regole tecniche di cui all’articolo 13 delle Disp. Att., il cui termine di adozione come si ricorderà era previsto dall’art. 38 del D.L. 90/2014 convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014 n. 114 “entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto” (termine che era abbondantemente scaduto in data 18/10/2014 senza l’emanazione delle citate regole tecniche).

Nel frattempo l’obbligo di firma digitale degli atti e dei provvedimenti del giudice il cui termine iniziale era previsto per il 01/01/2015 ai sensi dell’art. 38 comma 1-bis del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni, dalla L. 11 agosto 2014, n. 114, veniva prima prorogato al 01/07/2015 ai sensi dell’art. art. 2, comma 1, lett. b), D.L. 31 dicembre 2014, n. 192 (convertito, con modificazioni, dalla L. 27 febbraio 2015, n. 11), poi al 01/01/2016 ai sensi dell’art. 20 comma 1 lett. b) del D.L. 27 giugno 2015 n. 83 (convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015, n. 132), al 01/07/2016 ai sensi dell’art. 2 del D.L. 210/2015 (decreto mille proroghe) convertito con modificazioni dalla Legge 25 febbraio 2016 n. 21 e da ultimo al 01/01/2017 ai sensi dell’art. 1 comma 1 del D.L. 30/06/2016 n. 117.

VAI ALLA PAGINA DEL PROCESSO PENALE TELEMATICO

Nonostante il regolamento della PEC così come il CAD risalgono all’anno 2005, la trasmissione telematica delle notifiche nel procedimento penale fu prevista per la prima volta da legislatore attraverso l’art. 4 del d.l. 29.12.2009, n. 193, conv. con modif. in l. 22.02.2010, n. 24. Infatti, in origine, in virtù dell’art. 51 del d.l. 25.06.2008, n. 112 convertito con modificazioni, dalla l. 6 agosto 2008, n. 133 il legislatore introduceva l’obbligo di trasmissione telematica delle comunicazioni e notificazioni esclusivamente nel processo civile stabilendo che “……le notificazioni e comunicazioni di cui al primo comma dell’articolo 170 del codice di procedura civile, la notificazione di cui al primo comma dell’articolo 192 del codice di procedura civile e ogni altra comunicazione al consulente sono effettuate per via telematica…”.

Solo con l’introduzione del citato art. 4 del d.l. 29.12.2009, n. 193 e succ. mod. mutò il quadro normativo poiché fu stabilito al comma 2 della citata norma che “Nel processo civile e nel processo penale, tutte le comunicazioni e notificazioni per via telematica si effettuano, mediante posta elettronica certificata, ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e delle regole tecniche stabilite con i decreti previsti dal comma 1”.

Inoltre, lo stesso art. 4 modificava l’art. 51 del d.l. 25.06.2008, n. 112 prescrivendo, così come nel processo civile, previa emanazione dei decreti aventi natura non regolamentare necessari per accertare la funzionalità dei servizi di comunicazione negli uffici giudiziari, l’obbligo nel processo penale della trasmissione telematica delle comunicazioni e notificazioni, obbligo già esistente nell’ambito del processo civile ed esteso, grazie a tale modifica, anche al processo penale (“Allo stesso modo si procede per le notificazioni e le comunicazioni previste dal regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e per le notificazioni a persona diversa dall’imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale”).

Nel 2012, muta nuovamente il quadro normativo con abrogazione dell’art. 51 del d.l. 25.06.2008, n. 112 e succ. mod. ad opera dell’art. 16 del d.l. 18.10.2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla l. 17.11.2012 n. 221 che allo stato rappresenta la norma primaria di riferimento circa la trasmissione telematica delle notifiche nel processo penale, in virtù della quale il legislatore ha stabilito che “Nei procedimenti civili le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria sono effettuate esclusivamente per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni …….Allo stesso modo si procede per le notificazioni a persona diversa dall’imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale.”

Tuttavia, solo grazie alla legge di stabilità 2013 (precisamente art. 1 comma 19 lett a) della Legge 24 dicembre 2012 n. 228) si è garantita l’operatività delle trasmissioni telematiche relative alle notifiche nel processo penale. Infatti, con la legge di stabilità 2013, il legislatore introduceva nel richiamato art. 16 dl 179/2012 e precisamente al comma 9 un ulteriore lettera la “c/bis” con la quale stabiliva che “decorrere dal 15 dicembre 2014 per le notificazioni a persona diversa dall’imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale nei procedimenti dinanzi ai tribunali e alle corti di appello”.

Invece per gli uffici giudiziari diversi dal Tribunale e dalle Corti di Appello, l’obbligo delle trasmissioni telematiche scatta dal 15° giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dei decreti aventi natura regolamentare che accertino la funzionalità dei servizi di comunicazione (art. 16 comma 9 lett. d) dl 179/2012:“a decorrere dal quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dei decreti di cui al comma 10 per gli uffici giudiziari diversi dai tribunali e dalle corti d’appello”).

VAI ALLA PAGINA DEL PROCESSO CONTABILE TELEMATICO

Le prime tacce normative verso un processo di digitalizzazione del processo contabile telematico si ritrovano nell’art. 20 bis del D.l. 179/2012 con la legge di conversione 17 dicembre 2012, n. 221 in virtù del quale il legislatore delega al Presidente della Corte dei Conti l’emanazione di quelle regole tecniche volte a disciplinare come previsto dal comma 2 del citato articolo “ le modalità per la tenuta informatica dei registri previsti nell’ambito delle attività giurisdizionali e di controllo preventivo di legittimità, nonché le regole e le modalità di effettuazione delle comunicazioni e notificazioni mediante posta elettronica certificata, ai sensi del  decreto  legislativo  7  marzo 2005, n. 82”.

Successivamente con l’art. 20 della legge delega 07/08/2015 n. 124, in materia di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni, il legislatore delega il Governo all’emanazione di un decreto legislativo al fine di ridefinire e riordinare la disciplina processuale concernente tutte le tipologie di giudizi che si svolgono innanzi la Corte dei conti, compresi i giudizi pensionistici, i giudizi di conto e i giudizi a istanza di parte, disciplinando lo svolgimento dei citati giudizi – si legge al comma 2 lett. b) – “anche mediante il ricorso a procedure informatiche e telematiche”.

In attuazione dell’art. 20 bis del D.L. 179/2012, con decreto del Presidente della Corte dei Conti del 21/10/2015 n. 98 venivano emanate le prime regole tecniche per utilizzo della pec nei giudizi innanzi alla Corte dei Conti, subordinando l’applicazione delle citate disposizioni non solo all’accertamento- si legge nell’art. 12 del decreto in questione – “della funzionalità dei servizi di comunicazione presso l’ufficio stesso”, da stabilirsi con apposito decreto del presidente della Corte dei Conti, decreto in seguito emanato in data 15/02/2016 n. 9 pubblicato in G.U. in data 25/02/2016 n. 46, ma anche all’emanazione – si legge nell’art. 10 dello stesso decreto – da parte del DGSIA delle “istruzioni tecnico operative concernenti l’applicazione delle disposizioni di cui al presente decreto”.

Intanto, con il Decreto legislativo del 26/08/2016 n. 174, veniva emanato, in attuazione del citato art. 20 della legge delega 124/2015, il Codice di Giustizia contabile attaverso il quale il legislatore all’art. 6 comma I prescrive che “I giudizi dinanzi alla Corte dei conti sono svolti mediante le tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.

Infine l’art. 13 del decreto del 21/10/2015 n. 98 disciplina il regime transitorio stabilendo che “con successivi decreti si provvederà a stabilire le ulteriori regole tecniche ed operative necessarie allo svolgimento, mediante utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, dei giudizi innanzi alla Corte dei conti, per i quali continuano ad applicarsi in via transitoria, per quanto non previsto dal presente decreto, le vigenti processuali in materia di atti, documenti, registri, comunicazioni e notificazioni non digitali”.

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