Con l’avvento del PTT e con la possibilità per il Concessionario o la P.A. di notificare le cartelle di pagamento a mezzo posta certificata diviene di estrema attualità la discussione circa la legittimità della notifica e la prova da fornire al Giudice. Molti, anche tra gli addetti ai lavori in maniera semplicistica ipotizzano una presunta nullità della notifica della cartella effettuata con modalità telematica.

In realtà ai sensi dell’art. 26, comma 2, dpr 602/1973, “la notifica della cartella può essere eseguita, con le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, a mezzo posta elettronica certificata, all’indirizzo risultante dagli elenchi a tal fine previsti dalla legge. Tali elenchi sono consultabili, anche in via telematica, dagli agenti della riscossione”.
Pertanto non si può certo parlare di insistenza o nullità della notifica, ciò che non è stato MAI DISCIPLINATO è la modalità di ATTESTAZIONE DI CONFORMITA’ del documento originariamente inviato a mezzo pec ed esibito al giudice.

L’attenzione deve cioè essere incentrata sulla PROVA della notifica. L’avvocato notificatore infatti gode del beneficio della norma di cui all’art 9 commi 1 bis e ter L. 53/94 “ 1-bis. Qualora non si possa procedere al deposito con modalita’ telematiche dell’atto notificato a norma dell’articolo 3-bis,l’avvocato estrae copia su supporto analogico del messaggio di posta elettronica certificata, dei suoi allegati e della ricevuta di accettazione e di avvenuta consegna e ne attesta la conformita’ ai documenti informatici da cui sono tratte ai sensi dell’articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. – 1-ter. In tutti i casi in cui l’avvocato debba fornire prova della notificazione e non sia possibile fornirla con modalita’ telematiche, procede ai sensi del comma 1-bis.”; tale dichiarazione GODE DI FEDE PRIVILEGIATA ai sensi del precedente art. 6 “L’avvocato o il procuratore legale, che compila la relazione o le attestazioni di cui agli articoli 3, 3-bis e 9 o le annotazioni di cui all’articolo 5, e’ considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto” .

Non esiste invece alcuna norma che attesti tale potere in capo ad altri soggetti notificanti come Equitalia prima e Agenzia Entrate oggi. In sintesi laddove L’Agenzia producesse le stampe degli atti e delle pec notificate non avrebbe alcun potere di attestarne la conformità al pari degli avvocati.
Pertanto in base al comb. Disp dell’articolo 23, comma 2, a lume del quale le copie e gli estratti su supporto analogico del documento informatico, conformi alle vigenti regole tecniche, hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale se la loro conformità non è espressamente disconosciuta ed artt 6 e 9 L 53/94  la Pa non può produrre alcuna attestazione di atti analogici originariamente telematici.

Inoltre va aggiunto che la notifica fino ad oggi 01.07.2017 è stata fatta da un soggetto diverso (Equitalia Servizi di Riscossione Spa) e pertanto si pone ancora di più la questione se Agenzia Entrate possa attestare la conformità di un atto notificato da altro soggetto pur subentrando a titolo universale nei rapporti del precedente soggetto. Fino alla piena attuazione del PTT o comunque laddove esista un fascicolo cartaceo, innanzi alla contestazione operata dall’oppnente circa la validità della notifica, il concessionario non potrà esibire le semplici stampe delle pec ma dovrà procedere ad una attestazione di conformità che, ad oggi, non si ritiene parificata a quella dell’avvocato con possibili conseguenze “tranchant” sulla prova della notifica.

Piccola chiosa all’articolo …… l’indirizzo PEC di agenzia entrate riscossione NON È quello di cui alla nota del ministero della giustizia  bensì quello risultante dal pubblico elenco PPAA   …….   [email protected]