Con la diffusione dei depositi telematici ci si trova spesso innanzi a domande apparentemente banali ma che la miopia del Legislatore ha reso improvvisamente pertinenti.
Un esempio calzante riguarda la possibilità di depositare telematicamente video. Verrebbe a primo acchito lecito esultare in quanto il deposito telematico consentirebbe finalmente la riproduzione della prova per eccellenza : il VIDEO, una riproduzione di immagini effettuata nel momento in cui si svolge il fatto è la manna di ogni avvocato.

E allora dove sta il problema? Secondo l’art. 13 del Provvedimento DGSIA del 16/4/2014, recante le specifiche tecniche del PCT, gli allegati alla busta di deposito possono tassativamente essere files aventi estensioni .pdf ; .rtf; .txt ; .jpg; .gif; .tiff ; .xml; .eml; .msg . Non solo, anche i file zippati sono ritenuti validi solo se contengono un file avente una delle sunnominate estensioni.
Perfino autorevole dottrina (https://avvocatotelematico.wordpress.com/…/quesiti-e-rispo…/ ) si schiera con una interpretazione formalista della norma sostenendo che o si converte il video in una serie di immagini singole (perdendo così l’immediatezza della prova) o altrimenti non è possibile il deposito. Come ovviare quindi ad una tale scelleratezza? Si può innanzitutto semplicemente “zippare” il file video.
Così facendo si usa uno “stratagemma” che copre spesso molte magagne (quali ad esempio firme corrotte) e si permette al video di superare i controlli. Certo è una soluzione semplice ma che non rispetta la norma e potrebbe prestarsi a facili eccezioni, onestamente dilatorie ma pur sempre legittime, in quanto il file zippato, come detto, è ammesso solo se contiene file con estensioni ricomprese nel citato art. 13.

E allora? Allora se il Legislatore di formalismo perisce, di formalismo deve perire: le regole tecniche infatti non vietano TIPI di file (audio video immagini ecc) ma ESTENSIONI. Quindi se il file video mantenesse una ESTENSIONE ammessa sarebbe lecito; orbene inserendo il video in un file pdf come ad esempio mostrato qui https://helpx.adobe.com/it/acrobat/using/rich-media.html i file video sarebbe in tutto e per tutto un pdf e quindi depositabile.
I formalisti più incalliti diranno che il file video se inserito in un pdf non sarà visionabile se non installando adobe flash che non tutti i Giudici hanno installato sul personal computer.

Beh se si considera che i Giudici non dispongono neppure di software per aprire i formati AMMESSI , come win rar per aprire i formati compressi che non siano .zip, allora la conclusione è che non esiste una reale volontà di aprirsi al telematico. Non mi si venga infine a parlare della conservazione a norma che risulterebbe difficoltosa per i file video. Se l’alternativa è il deposito su cd rom, allora avremo la certezza che tra 10 anni nessuno aprirà più quel file.